Contro il DDL Bongiorno

Il 28 febbraio saremo a Roma, in piazza, accanto ai centri antiviolenza e alle associazioni femministe che in questi mesi hanno rimesso al centro del dibattito pubblico una verità semplice e non negoziabile: senza consenso è violenza.

La mobilitazione nasce da una preoccupazione profonda e condivisa. Il DDL Bongiorno non rappresenta un avanzamento nella tutela delle donne e di tutte le persone che subiscono abusi sessuali, ma un arretramento culturale e giuridico rispetto al percorso costruito in trent’anni di battaglie, dentro e fuori le istituzioni, a partire dalla storica riforma del 1996, con cui lo stupro diventava reato contro la persona e non più contro la morale.

La proposta di Bongiorno mette in discussione la centralità dell’autodeterminazione femminile, indebolisce l’impianto della Convenzione di Istanbul e ignora il sapere e l’esperienza dei centri antiviolenza, che sono il presidio più avanzato che il nostro Paese ha costruito contro la violenza maschile sulle donne. È un passo indietro su tutti i fronti.

 

La Conferenza delle Donne Democratiche aderisce con convinzione a questo corteo nazionale e chiama tutte voi a esserci: amministratrici, elette, militanti, giovani, iscritte, elettrici.